Il rendimento a scadenza
Lo YTM è il tasso che rende il valore attuale dei flussi futuri — cedole e rimborso — uguale a quanto si spende oggi. Capitalizzazione annua composta, tempi in giorni effettivi su giorni effettivi (ACT/ACT), come Borsa Italiana.
- L'acquisto si valuta alla data di regolamento, due giorni lavorativi dopo il giorno dei prezzi. Si saltano i fine settimana ma non le festività del calendario TARGET: cinque volte l'anno il regolamento è sbagliato di un giorno, cioè di un giorno di rateo.
- Si spende il prezzo più il rateo, la cedola maturata dall'ultimo stacco. L'imposta del 12,5% su quel rateo la banca la rimborsa subito, e il motore la toglie dall'esborso.
- Le date delle cedole si ricostruiscono all'indietro dalla scadenza e si fermano alla data di godimento, quando la si conosce: è la stessa data di emissione che serve per il disaggio. Su un titolo appena emesso la prima cedola può essere corta: matura dal godimento, e vale la cedola piena per i giorni dal godimento allo stacco diviso per i giorni del periodo intero (ACT/ACT, la convenzione dei BTP); il rateo matura dal godimento allo stesso modo. Semplificazione: la prima cedola lunga, che salta il primo stacco del calendario e paga al secondo, non si riconosce, perché le fonti non danno la data della prima cedola. Il motore la conta come una cedola corta al primo stacco più una piena al secondo: il totale è lo stesso, cambiano il giorno in cui arriva la quota in più e il rateo fra i due stacchi.
- Lo YTM lordo è prima delle imposte, il netto dopo: cedole al 12,5%, imposta sul disaggio di emissione e sulla plusvalenza a rimborso. Lo «senza CG» toglie solo l'imposta sulla plusvalenza: è quello di chi ha minusvalenze da compensare.
- Come ogni YTM, presuppone che le cedole si reinvestano allo stesso tasso. La colonna «Netto a scadenza» no: somma cedole nette e rimborso netto così come arrivano.
- Il «netto a scadenza» della tabella è il conto di «Se lo compro» al prezzo di chiusura: gli stessi nominali, 10.000 o quelli delle tue condizioni, con rateo, commissioni e crediti d'imposta. Sopra gli incassi netti, sotto il guadagno netto, cioè gli incassi meno quanto costano i nominali. Non è su una somma in euro perché i titoli si comprano a lotti, di solito da 1.000 nominali: una somma tonda compra quasi sempre nominali fuori dal lotto, e i conti sarebbero su un acquisto che non si può fare. Il prezzo però conta: diecimila nominali costano 8.000 € su un titolo e 11.200 su un altro, quindi fra titoli diversi gli euro dicono quanto ti torna, non quale rende di più. Per quello c'è lo YTM netto.
- Sotto il guadagno c'è quanto fa per anno: il guadagno diviso per gli anni che mancano dal regolamento alla scadenza, contati ACT/ACT e senza arrotondarli. È una media lineare, senza capitalizzazione: dà l'ordine di grandezza in euro, il tasso resta lo YTM. Sotto l'anno non c'è, perché annualizzare il guadagno di pochi mesi sarebbe fuorviante.
- Nella tabella, di partenza: 10.000 nominali, prezzo di chiusura, nessuna commissione. Nominale e tariffa li cambi nelle tue condizioni, e la tabella rifà i conti nel tuo browser; il prezzo lo cambi nella simulazione sotto ogni titolo. Le commissioni d'acquisto entrano nel costo fiscale e riducono la plusvalenza; al rimborso non se ne pagano altre. Lo zainetto non entra nella tabella: si consuma una volta sola, non per ogni riga. I titoli che a scadenza restituiscono meno di quanto costano, imposte comprese e senza commissioni, non sono in elenco.
Le imposte
- Titoli di Stato italiani, degli Stati della white list e degli organismi sovranazionali: 12,5% su cedole, rateo, disaggio e scarto di emissione. Il sito non tratta altro: corporate, agenzie ed ETF restano fuori.
- Disaggio di emissione: se il titolo è stato emesso sotto 100, la differenza fino a 100 è reddito di capitale. Matura in modo lineare dai giorni dell'emissione alla scadenza; chi compra sul mercato riceve il credito sulla parte già maturata, e a scadenza paga l'imposta su tutta. Il prezzo di emissione è il «prezzo fiscale» del MEF, quello della prima tranche.
- Plusvalenza a rimborso: si misura dal prezzo teorico — emissione più disaggio maturato al giorno dell'acquisto — e non da 100, perché il disaggio è già tassato a parte. È reddito diverso: 26% sul 48,08%, cioè il 12,5% effettivo. Sopra la pari è una minusvalenza certa, che lo zainetto lo alimenta.
- BOT: lo scarto si tassa in anticipo, all'asta. Chi compra sul mercato rimborsa a chi vende l'imposta sul tratto che resta, e a scadenza non paga altro; la differenza fra prezzo teorico e prezzo pagato è plusvalenza o minusvalenza. Senza i dati d'asta il motore usa un modello semplificato: tutto il differenziale come scarto al 12,5%, fuori dallo zainetto, e la riga lo segnala.
- Strip di BTP: un solo incasso a scadenza, tutto scarto di emissione al 12,5%, fuori dallo zainetto. Gli zero coupon esteri con prezzo e data di emissione noti si trattano come qualunque titolo emesso sotto la pari.
- Zainetto: le minusvalenze valgono fino al 31 dicembre del quarto anno dopo quello in cui sono nate e si consumano dalla più vecchia. Sulla compensazione con le plusvalenze da titoli di Stato la norma non è univoca: di partenza lo zainetto compensa la plusvalenza intera e il 48,08% si applica a quello che resta; nelle tue condizioni puoi scegliere l'altra lettura, che riduce prima e compensa dopo.
- Le cedole sono tassate una per una, arrotondando l'imposta al centesimo.
Le famiglie di titoli
- Tasso fisso e BOT: flussi noti, il modello vale per intero.
- Step-up (BTP Valore, Più, Futura): ogni cedola al tasso del suo gradino, scelto dall'inizio del periodo cedolare. Il premio fedeltà non entra: spetta solo a chi ha sottoscritto all'emissione, non a chi compra sul mercato. Il piano delle cedole viene dalla scheda di Borsa Italiana o da una tabella nel codice, ed è controllato con la cedola che il listino pubblica; se non torna, il titolo resta fuori col motivo.
- CCTeu: la cedola è l'Euribor 6 mesi più lo spread scritto nel nome. Il rendimento suppone che l'Euribor resti per sempre quello di oggi (la media mensile della BCE): è un'ipotesi falsa, dichiarata accanto, che serve solo a metterli sulla stessa scala del tasso fisso. Cedole e rateo si contano come li conta il Tesoro, in ACT/360: ogni cedola semestrale è nominale × tasso × giorni effettivi del semestre / 360, quindi cambia coi giorni del semestre (da 181 a 184), e il rateo è nominale × tasso × giorni dall'ultima cedola / 360. Niente duration né «Se esco prima»: il prezzo di un variabile non si muove coi tassi come quello di un fisso.
- BTP€i: prezzo e cedola sono reali, quindi gli stessi conti danno un rendimento reale lordo. Accanto c'è il BTP a tasso fisso dello stesso emittente con la scadenza più vicina, entro un anno e mezzo, e l'inflazione di pareggio fra i due; sotto l'anno di vita residua il pareggio non si calcola, perché misurerebbe il ritardo dell'indicizzazione e non le attese di inflazione. Nessun netto né importo in euro: dipendono dalla rivalutazione futura.
- BTP Italia: la rivalutazione è pagata a ogni cedola e c'è un premio fedeltà, quindi un rendimento a scadenza non esiste senza prevedere l'inflazione. Sono in elenco per essere riconosciuti, senza rendimento.
- BTP Valore Insieme: una cedola sola, in percentuale del nominale, pagata a scadenza insieme al capitale. Per il motore è un periodo cedolare lungo quanto il titolo: il rateo matura dal godimento in 30E/360 (mesi da 30 giorni, cinque anni da 1.800), come scrive la scheda di Borsa Italiana, e chi compra paga il rateo con lo storno del 12,5% come su ogni BTP. La cedola viene dalla scheda di Borsa Italiana: durante il collocamento c'è solo il minimo garantito, che alla chiusura può solo salire, e finché la scheda non scrive la cedola definitiva il titolo resta in una scheda sua, senza rendimento. Con la cedola definitiva sta fra i tassi fissi, accanto ai titoli di scadenza vicina: nella colonna della cedola c'è la cedola unica, e l'ordine per cedola usa la sua media annua semplice (22,70% in cinque anni, 4,54% l'anno), senza interessi composti. Il premio fedeltà, se c'è, spetta solo a chi ha sottoscritto all'emissione e non entra.
Se esco prima
Il prezzo di vendita si ricalcola alla data di uscita scontando i flussi che restano allo YTM lordo di oggi più lo spostamento dei tassi che scegli: non è la duration moltiplicata per lo spostamento, quindi tiene dentro l'accorciarsi del titolo e la risalita verso 100. Lo spostamento è parallelo e non distingue i tassi in generale dallo spread dell'Italia. Gli euro sono quelli incassati, con le cedole che restano sul conto; il rendimento annuo è il tasso interno dei flussi, come lo YTM, e a scadenza coi tassi fermi coincide con quello della tabella. Il conto fiscale è quello di una vendita vera: imposta su cedole, rateo e disaggio maturato, plusvalenza o minusvalenza sul prezzo di acquisto, il tuo zainetto, le commissioni della tua tariffa.
«Flussi di cassa» mette in fila, data per data, i soldi di chi compra oggi al prezzo di chiusura e tiene fino a scadenza, col nominale e la tariffa delle tue condizioni: prima l'acquisto al regolamento, per lo stesso costo netto di «Se lo compro», poi le cedole e il rimborso a 100, senza commissione di vendita. Gli importi netti sono i flussi dello YTM netto, e la somma dei netti meno il costo è il guadagno netto di «Se lo compro», al centesimo. La prima cedola è tassata per intero, perché l'imposta sul rateo pagato è già stornata nel costo; le cedole non si reinvestono.
Cosa non è compreso
- L'imposta di bollo sul deposito titoli: dipende da tutto quello che tieni nel deposito, non dal singolo titolo.
- Le commissioni, finché non scrivi le tue: dipendono dall'intermediario e dal nominale. Quelle che scrivi nelle tue condizioni valgono per la tabella e per le simulazioni.
- Il book di negoziazione: il prezzo è l'ultimo scambio, e su un titolo che scambia poco può essere vecchio di giorni. Per questo accanto c'è la colonna degli scambi.
- Il rischio di credito dell'emittente, se non come rating accanto al nome.
Dati e fonti
- Borsa Italiana: i listini del MOT (BTP, CCT, BOT, titoli di Stato esteri e sovranazionali) con l'ultimo prezzo; la scheda del titolo per il piano degli step-up, la cedola quando il listino non la dà (per esempio un OAT€i senza la cedola nel nome) e, quando manca, la data di godimento.
- MEF, Dipartimento del Tesoro: i risultati d'asta dell'anno, col prezzo fiscale e la data di emissione dei titoli italiani.
- onvista (dati WM Datenservice): prezzo e data di emissione dei titoli esteri e di quelli italiani emessi negli anni precedenti, cercati ogni giorno per tutti i titoli che non li hanno ancora. Finché un titolo non li ha, è trattato come emesso alla pari e la pagina lo dice.
- Euronext: lo storico degli ultimi tre mesi di ogni titolo, per la mediana degli scambi a seduta.
- BCE: l'Euribor 6 mesi, media mensile.
- Rating: S&P, scala del debito sovrano a lungo termine, rilevati a mano e ricontrollati dopo ogni revisione che S&P pubblica, alle date del calendario che le agenzie devono fissare per gli Stati dell'Unione; la data della rilevazione è nel suggerimento accanto a ogni titolo.
Il catalogo del giorno, con tutti questi dati e senza nessun numero calcolato, è pubblicato così com'è in /dati/catalogo.json: il formato è descritto nel codice, in lib/catalogo/formato.ts.
Tutto si scarica una volta al giorno, dopo la chiusura. Se una pagina dei listini cambia forma lo scaricamento fallisce e il sito resta quello del giorno prima: mai un elenco a metà presentato come completo. Se manca una delle altre fonti il sito si aggiorna lo stesso, con i dati dell'ultimo giorno buono, e lo scrive in cima alla pagina con la data di quel giorno. Per gli scambi vale quando Euronext non risponde per nessun titolo: un titolo che non si legge mentre gli altri sì resta «non letto».
Le verifiche
I flussi del motore sono stati confrontati uno per uno con un calcolo di riferimento indipendente:
- 19 ottobre 2026: BTP a tasso fisso identici in 86 casi su 93, titoli esteri in 341 su 364, BOT in 16 su 16. Le differenze residue vengono dalle date interne con cui matura il disaggio e dalle cedole arrotondate nel nome del titolo sul MOT.
- 20 ottobre 2026: step-up identici in 11 casi su 11 per date, cedole, rateo e storno, e stesso rendimento lordo. Resta il mezzo centesimo dell'imposta sulle cedole (il riferimento tronca, il motore arrotonda) e la quota del 48,08% sulla plusvalenza.
- 24 ottobre 2026: le prime cedole dei nove titoli a tasso fisso appena emessi, con data e importo pubblicati da onvista (dati WM Datenservice). Identiche al centesimo in sette casi; negli altri due, un Bund e uno Schatz, la prima cedola è lunga e il motore la conta come corta più piena (vedi sopra).
- Esclusi dal confronto, col motivo: i BTP Valore ancora in collocamento, con i tassi minimi garantiti e non quelli definitivi, e il BTP Valore Insieme.
Avvertenze
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